Alla sagra del migrante mangiano tutti

20 maggio 2017 | Attualità | di Cesario Picca | 0 Commenti

L’inchiesta Johnny della Procura di Catanzaro e i vari commenti che ne sono scaturiti hanno reso molto chiari i contorni della questione immigrazione. In base a quello che è emerso l’accoglienza di chi fugge dal proprio Paese non rappresenta un obbligo morale o civile o umanitario. Di sicuro è un’opportunità, ma non nel senso aulico del termine come vogliono far credere i tanti moralizzatori, benpensanti o buonisti farisaici che pullulano in ogni dove. È un’opportunità in quanto business, perché porta soldi, perché dà un reddito, perché garantisce la pace sociale. Perché l’emergenza immigrazione (come ci si ostina ancora a chiamarla nonostante la questione sia in essere da oltre 20 anni) con la montagna di soldi che fa girare sta offrendo a tanti la possibilità di avere un lavoro. Grazie ai migranti la gente lavora, ha un reddito, si riempie la pancia e sta più serena. A Isola Capo Rizzuto quasi tutti hanno trovato un’occupazione grazie all’accoglienza. Ed è fuorviante parlare di criminalità organizzata per nascondere la realtà dei fatti. È vero, secondo quanto dicono gli inquirenti, che la ndrangheta ha avuto la sua parte, ma l’ha avuta come tutti gli altri che con l’immigrazione mangiano e fanno affari. Come coloro che, fino a prova contraria, mafiosi o criminali non sono – vedi il parroco don Edoardo Scordio e Leonardo Sacco, governatore della “Fraternita di Misericordia”, l’ente che gestisce il centro di Isola – e urlano razzisti e xenofobi a coloro che si limitano a chiedere spiegazioni di fronte a un sistema accoglienza che non funziona nonostante i costi esorbitanti e che lascia i problemi irrisolti. Perché se quei mille miliardi del vecchio conio che spendiamo ogni mese per l’accoglienza intesa come gettare in strada e in ogni dove i migranti senza alcuna prospettiva li usassimo per realizzare progetti di sviluppo nei loro Paesi di provenienza probabilmente non ci sarebbe questo esodo biblico. Ma è ovvio che se quei soldi li usassimo in quel modo praticamente nessuno in Italia mangerebbe come fa adesso grazie alla sagra del migrante.

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