Barack Obama, anche le lobby possono perdere

7 novembre 2012 | Politica | di Cesario Picca | 0 Commenti

barack obama Ogni tanto è bello assistere a quello che il lato oscuro della storia molto spesso ci nega: anche il bello che non ti aspetti può accadere. E lo vedo nella vittoria di Barack Obama alle presidenziali Usa. Uno si chiede perché un presidente che ha dato a tutti la possibilità di curarsi debba perdere le elezioni. Un risultato che non ha ottenuto neppure il ben più forte Bill Clinton. Perché un uomo che ha salvato delle aziende e quindi dei posti di lavoro non meriti la rielezione. Perché uno che non fa sconti alle potenti lobby non debba trovare il sostegno della gente. In Italia tutto ciò non è affatto scontato. Anzi, è proprio da noi che abbiamo dovuto fare molto spesso i perdenti conti con il volto oscuro della realtà che poi diventa storia. Senza con ciò voler dimenticare che sono tanti i paesi cosiddetti democratici la cui stella non ha sempre brillato. Però il messaggio che giunge da Oltreoceano è chiaro: non sempre le lobby, per quanto potenti, vincono. Romney era sostenuto dalle potenti banche americane colpevoli della crisi, le potenti compagnie che vendono assicurazioni sanitarie, e ovviamente feroci avversarie di Obama, le grandi aziende che sempre più delocalizzano tagliando posti di lavoro in patria. E ha perso. Chissà che il messaggio non venga raccolto anche in Italia in vista delle prossime elezioni. Per dire basta a chi dà soldi pubblici gratis alle banche che poi non li rimettono in circolazione di fatto bloccando l’economia. Per dire basta a chi tassa sempre i soliti. Per mandare a casa chi fa sconti alle compagnie assicurative a danno degli utenti. Per dire no a chi non trova soldi per i malati e taglia sulla sanità.

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