Compiti, da farsa a tragedia Pontelangorino

12 gennaio 2017 | Attualità | di Cesario Picca | 0 Commenti

Si è partiti con la farsa della protesta contro i compiti a casa e si è sfociati nella tragedia di Pontelangorino, in provincia di Ferrara, dove un sedicenne ha ucciso a colpi d’ascia la mamma e il papà dopo l’ennesimo rimprovero per i cattivi voti a scuola. Da una parte genitori che si lamentano dei compiti che i loro figli devono svolgere a casa, dall’altra genitori preoccupati per l’ignoranza del proprio pargolo. Da una parte genitori che, a mio avviso, danno un cattivo esempio ai propri eredi, dall’altra chi ha pagato per tenere la barra dritta. Da una parte chi si compiace della caduta verso il niente dei propri pargoli e la sostiene scagliandosi contro la scuola, dall’altra chi ha pagato per dare un esempio serio. E non è peregrino pensare che siano proprio quei genitori che si scagliano contro la scuola i primi ad essere contenti per il servizio di babysitting che offre levando quei figli dai piedi per buona parte della giornata. Che si lamentano per la lunghezza delle vacanze, che con molta probabilità non hanno mai aperto un libro o un quaderno dei figli, che non hanno voglia di controllare se studiano, come lo fanno e se ne traggono benefici. Senza dubbio, specie al giorno d’oggi, non è facile crescere le nuove generazioni. Di certo non ha i crismi del moderno e infallibile sistema educativo costruire nella loro mente l’idea che al mondo sia tutto facile, che il lavoro sia un hobby da tempo libero, che i sacrifici siano solo quelli che facevano gli antichi intorno a un’ara, che gli agi siano un diritto, che il dolce far niente nulla abbia a che fare con l’otium latino che apriva la strada alla creatività. Che una vita valga meno di niente, che basti qualche migliaio di euro per levarsi dai piedi un fastidio verso il nulla coatto.

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