Con Sacchi contro la stupida ipocrisia

19 febbraio 2015 | Attualità , Politica | di Cesario Picca | 0 Commenti

sacchi Ci sono momenti in cui è davvero lampante l’uso di qualsiasi pretesto per sviare l’attenzione. E mai come in questi giorni quel pretesto è l’Arrigo nazionale accusato inverosimilmente di razzismo per avere detto una banalità lapalissiana che tutti conoscono e urlano ai quattro venti da sempre. Da tempo si dice, infatti, che per il bene del calcio italiano non è opportuno importare giovani extracomunitari; da tempo la Federcalcio ha emanato regole che impongono alle società di fare maggiore ricorso ai propri vivai; da tempo si dice che il calcio nostrano è in crisi proprio perché rivaluta poco i propri giovani. E poi quando un personaggio come Arrigo Sacchi si limita a ricordarlo, lanciando un appello, tutti a linciarlo lanciandogli accuse senza capo né coda. In particolare gente, leggi politici, che farebbe bene a stare zitta e che parla solo per il gusto di rileggersi sui mass media. Gente che se dovesse dare conto del vuoto pneumatico con cui è impastata capirebbe, se quei quattro neuroni funzionassero, che ogni tanto a tacere si fa una figura migliore. Ma in un Paese ipocrita come il nostro ciò non è possibile per via di quella gara a chi più si fa bello con parole e affermazioni meramente ipocrite finalizzate solo ad accattivarsi l’opinione pubblica sviandola contemporaneamente da ciò che non si è fatto e che probabilmente non si è in grado di fare. Per non dire di quel personaggio che più di tutti farebbe bene a tacere, ossia il signor Joseph Blatter, che di cose ‘scioccanti’ per usare il suo linguaggio ne ha fatte e dette davvero tante.

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