Crisi, la tragica autorivoluzione silenziosa

28 marzo 2012 | Attualità | di Cesario Picca | 0 Commenti

francese Una sorta di (auto)rivoluzione silenziosa quanto dolorosa. Vi assistiamo da mesi nel più totale silenzio. La gente si ammazza perché soffocata dalla crisi economica. È di oggi la notizia di un artigiano edile di 58 anni che si è dato fuoco davanti all’Agenzia delle Entrate di Bologna. L’ennesima vittima della crisi e dell’immobilità politica. Nessuno prova a fermare questa tragedia. Le istituzioni fanno finta di non vedere né sentire. La politica continua col suo giochino di perpetuazione del potere. Lontana dalla realtà di cui è incurante. Dal canto suo il governo non ha neppure lo straccio di un’idea su cosa fare per dare lavoro alla gente. In compenso è molto capace a depredare i cittadini con le tasse. Neppure Maria Antonietta quella mattina sapeva che cosa stava per accadere e cosa l’avrebbe travolta. Poche ore prima continuava a dire che se la gente non aveva il pane poteva anche mangiare le brioche. E non immaginavano cosa stava per accadere neppure i passeggeri del Titanic che continuavano a ballare allegramente mentre la nave affondava. Cosa aspetta la politica per dare risposte? Che quell’(auto)rivoluzione di cui parlavo all’inizio diventi una vera rivoluzione? Che la gente smetta di fare del male a se stessa scatenando la propria rabbia e disperazione contro chi dovrebbe fare e invece fa finta di non vedere?

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