De Magistris, i diritti valgono per tutti

12 marzo 2017 | Attualità | di Cesario Picca | 0 Commenti

Impedire la parola a chi la pensa diversamente usando addirittura la violenza dimostra che la storia e le battaglie per la democrazia sono servite a nulla e che c’è ancora parecchia strada da percorrere visto che finora siamo tornati indietro anziché progredire. Se poi a comportarsi in tal modo è un sindaco e prima ancora un pm siamo davvero all’apoteosi della più parossistica illegalità. Salvini può non essere una persona gradita, ma ha il diritto di dire ciò che pensa anche se possono sembrare delle assurdità. In fondo, se restiamo su questo campo, il leader della Lega è in ottima compagnia sia a destra che a sinistra estremi compresi. Ma evidentemente per il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che al Referendum del 4 dicembre difendeva la Costituzione, questo diritto che è sacramente sancito da quella Carta per la quale ha dato (o finto di dare) battaglia, vale solo per alcuni. Magari solo per quei delinquenti che ieri pomeriggio hanno messo a ferro e fuoco Napoli e che hanno causato dei danni che pagheremo con le nostre tasse. Quegli stessi quattro imbecilli repressi che nei giorni precedenti sono stati caricati irresponsabilmente dallo stesso sindaco al fianco dei quali diceva di voler marciare e che ora finge di non ricordare prendendo le distanze dai guai di cui è corresponsabile. Chissà se avrà il coraggio di dire ai suoi concittadini perbene che taglierà loro dei servizi per rimettere a posto ciò che i suoi amichetti facinorosi hanno distrutto. Anziché perdere tempo a giocare al capopopolo da strapazzo, De Magistris dovrebbe pensare a governare e a ben amministrare ricordandosi che una fascia tricolore a tracolla non gli dà alcun potere di onnipotenza ma solo il dovere di servire i propri concittadini rispettando le leggi e la Costituzione. È evidente che sarà dura per l’uomo comportarsi da persona normale visto che il lavoro che faceva una volta dà l’impressione di possedere un pericoloso germe capace di corrompere gli animi irrorandoli di malsana onnipotenza.

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