Dieselgate, l’Ue non difende suoi cittadini

26 ottobre 2016 | Attualità | di Cesario Picca | 0 Commenti

volkswagenMi chiedo se ci sia ancora qualcuno che pensa che la farneticazione burocratica denominata Unione europea non sia tedesco-dipendente. Se pensa che non siano i nipotini di Hitler a dominare questa fantomatica accozzaglia di Stati in guerra (diversa ma sempre guerra) tra loro per difendere i propri interessi. Lo scandalo Dieselgate ne è l’ennesima prova. Mentre in Usa c’è stato il via libera definitivo al maxi patteggiamento per 14,7 miliardi di dollari siglato da Volkswagen e il dipartimento di Giustizia americano, in Europa e men che meno in Italia un trattamento simile per gli automobilisti non è neppure contemplato. Né le istituzioni europee fanno niente per tutelare chi è stato truffato dalla casa automobilistica tedesca. L’accordo Usa prevede anche il riacquisto da parte della Volkswagen di 475.000 auto a partire da novembre. Niente invece per i cittadini europei truffati dall’azienda di Wolfsburg. Più per difendere la faccia che per convinzione si parla di una lettera ufficiale che Bruxelles avrebbe inviato ai vertici del Gruppo Volkswagen nella quale viene messa in evidenza la necessità di concedere un’attenzione speciale ai clienti che vorrebbero vendere la loro vettura, non riuscendoci a causa appunto delle operazioni di richiamo, l’unica forma di ‘risarcimento’ concessa nel vecchio continente. E voci di corridoio fanno presente che da che mondo è mondo con la carta ci si può solo pulire…

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*