Immigrazione e austerità, forte richiamo di Mattarella

10 maggio 2015 | Attualità , Politica | di Cesario Picca | 0 Commenti

images Rispetto al suo predecessore, inqualificabilmente prono ai poteri forti (sia politici che presuntamente spirituali), il presidente Sergio Mattarella ha almeno avuto il coraggio di manifestare le sue idee. E ha detto due cose che pensano praticamente tutti: l’Europa deve smetterla con l’insana, inutile e deleteria politica di austerità che ci sta portando alla rovina, essere meno egoista ed essere realmente solidale di fronte al dramma, apparentemente senza fine, dell’immigrazione. Parole forti, quelle del presidente della Repubblica, che finora nessuno aveva avuto il coraggio di pronunciare. Di parole al vento e buone intenzioni, però, è lastricata la via dell’inferno, recita un proverbio. E conoscendo la qualità dei politicanti con cui siamo costretti nostro malgrado a fare i conti non c’è da stare allegri perché alle parole non seguono quasi mai i fatti. Mattarella ha giustamente spiegato che “l’Ue si presenta ai cittadini con complicati tecnicismi e con una filosofia che sembra trascurare il lavoro che manca, le diseguaglianze crescenti, la solidarietà necessaria. Noi che siamo europeisti, non ci stanchiamo di sostenere una maggiore integrazione politica dell’Europa. Serve a questo scopo un cambiamento di rotta per ridurre gli squilibri interni e rivitalizzare le energie penalizzate da eccessi di austerità”. E sui migranti ha aggiunto: “L’Europa deve scegliere il proprio destino e la scelta dell’Europa influenzerà, non poco, gli equilibri mondiali e la stessa qualità della globalizzazione. L’egoismo è al di fuori dai valori dell’Unione. Ci vuole meno egoismo per dare ai nostri giovani europei una prospettiva di lavoro, di vita, di relazioni sempre più intense. Meno egoismo per affrontare in modo positivo il dramma delle migrazioni”. Il tempo ci dirà se sono le ennesime parole al vento di un politicante italiano, malamente visto all’estero e pessimo biglietto da visita degli italiani perbene, o se porteranno frutti.

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