Giappone, rischio nucleare dopo il terremoto

14 marzo 2011 | Attualità | di Cesario Picca | 0 Commenti

giappone_1 Che la situazione in Giappone fosse più grave di come era stata descritta non c’erano dubbi. E ora cominciano ad arrivare pure le certezze. E non bastano le rassicurazioni del ministro per la Strategia nazionale giapponese, Koichiro Genba, che dice che «non c’è assolutamente alcun rischio Chernobyl». In realtà le attenzioni del mondo intero sono puntate sui rischi di una contaminazione radioattiva su vasta scala. Le stesse autorità nipponiche, secondo la Bbc, hanno chiesto ufficialmente aiuto agli esperti dell’Aiea, l’agenzia atomica internazionale, per fronteggiare la crisi nucleare. Inoltre, la Nuclear Regulatory Commission americana ha fatto sapere che il governo di Tokyo ha chiesto formalmente anche l’aiuto degli Stati Uniti per raffreddare i reattori nucleari danneggiati. L’Nrc dice che sta rispondendo alla richiesta e sta pensando di fornire al Giappone consigli tecnici. Dalla Francia, invece, l’Autorità per la sicurezza nucleare fa sapere che gli incidenti ai reattori nucleari giapponesi dovrebbero essere classificati ad un livello di 5 o di 6 sulla scala internazionale di riferimento che arriva a quota sette e non solo a 4, come le stime giapponesi facevano supporre. Insomma, la realtà sarebbe ben più grave di quanto viene dato ad intendere. Il ministro Koichiro ha cercato di tranquillizzare sulle condizioni della centrale di Fukushima 1 dopo le esplosioni avvenute al reattore 3. Ma pare certo che le barre di combustibile siano rimaste scoperte dall’acqua di raffreddamento in tutti e tre i reattori della centrale. Nelle altre due centrali che domenica destavano preoccupazione, Onagawa e Tokai, sono stati rimessi in funzione gli impianti di raffreddamento. E, secondo la Tepco, (Tokyo Electric Power), la società che gestisce l’impianto, anche i reattori 1 e 2 di Fukushima sono fuori pericolo ma, poco dopo la stessa Tepco ha ammesso che le barre di uranio al reattore 2 sono rimaste totalmente esposte per due ore e mezza e quindi con ogni probabilità è avvenuta la fusione del nucleo del reattore. Tepco ha spiegato che in seguito il livello dell’acqua è tornato a coprire la parte inferiore delle barre di combustibile per 30 centimetri. Per evitare l’esplosione di idrogeno, Tepco ha annunciato che cercherà di praticare un foro nel muro dell’edificio che ospita il reattore per far fuoriuscire l’idrogeno; la società ha anche iniziato a depressurizzare la vasca di contenimento del reattore 2, facendo fuoriuscire vapore radioattivo.

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