Gli animali inquinano di più

1 dicembre 2009 | Attualità | di Cesario Picca | 0 Commenti

cagnolino L’inquinamento ambientale e l’effetto serra non dipendono solo dall’uomo bensì dagli animali. Quelli a quattro zampe però. È quanto sostengono gli scienziati americani Robert Goodland e Jeff Anhang autori della ricerca “Animali e cambiamenti climatici”. Nel loro lavoro attribuiscono il 51% delle emissioni annuali di gas serra a livello mondiale proprio agli animali. A loro avviso i gas emessi dagli animali avrebbero un qualche effetto sull’inquinamento ambientale e in particolare il 18 per cento delle emissioni annuali di gas serra a livello mondiale sarebbero da attribuire a bovini, bufali, pecore, capre, cammelli, maiali e pollame. Di tutte le emissioni legate alle attività umane che stanno drammaticamente sconvolgendo il clima, metà sono attribuibili all’allevamento. A questo dato allarmante bisogna poi aggiungere quello legato alla crescita della popolazione umana e alle proiezioni che indicano un raddoppio nel numero degli animali di allevamento entro il 2050 in assenza di fattori correttivi. Il “Livestock’s long scado” pubblicato dalla Fao qualche anno fa fissava nel 18% il totale delle emissioni di gas serra attribuibili al settore zootecnico, quando all’intero settore dei trasporti veniva attributo circa il 13%. Goodland e Anhang, esaminando criticamente questi dati attraverso la riclassificazione di certe voci, la correzione di stime, il conteggio di elementi non considerati, arrivano alla conclusione che quel 18% è molto di più e supera il 50% del totale delle emissioni. Non è facile immaginare che la mucca Lola inquini più di un suv americano da cinque chilometri a litro. E comunque a leggere bene i dati si capisce che ruota tutto e sempre intorno all’animale eretto, ossia l’uomo.

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