Gli interessi del Paese prima di quelli personali

25 giugno 2013 | Politica | di Cesario Picca | 0 Commenti

Aula-Tribunale Come era giusto che fosse la signora Idem si è dimessa. Lo avrebbe dovuto fare prima e soprattutto senza troppe chiacchiere e/o scuse. Se è vero quello che si legge doveva vergognarsi e stare zitta. Ma in Italia non funziona così, almeno per chi non fa dell’onestà la propria bandiera. La stessa cosa ora la gente si attende da Berlusconi. Sarebbe il minimo anche se siamo ancora alla sentenza di primo grado. Ora più che mai l’ex unto dal Signore deve dimostrare alla gente che oltre alle parole e alle promesse rimaste tali che ci ammannisce da 20 anni è in grado di fare pure i fatti. Vedremo anche se le sorti del Paese sono o meno legate a quelle giudiziarie di una sola persona. Viene da ridere quando dal Pdl, e in particolare Gasparri, si chiede per Berlusconi la nomina a senatore a vita. Mi chiedo se a casa sua ragiona in quel modo. Ma è più che altro una domanda retorica. Le sentenze vanno rispettate, anche quando non si è d’accordo. Il signor Berlusconi ha i mezzi per cui si difenda nelle sedi opportune. Senza minacciare strali o rivoluzioni. Che se anche è vero che le minacce vengono dal Pdl è anche vero che il partito è il suo e gli urlatori/prefiche sono a suo libro paga per cui può anche zittirli. Proprio come fa il padrone con il suo cagnolino. Capiremo anche se il Pd è davvero il PdmenoL o è una compagine seria.

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