Governo a Fermo ma non per vittime Dacca

12 luglio 2016 | Attualità | di Cesario Picca | 0 Commenti

fermoLa presidente della Camera, Laura Boldrini; il ministro degli Interni, amico degli amici, Angelino Alfano; la ministra Maria Elena Boschi. E come loro tanti altri politicanti e benpensanti in cerca di inutile e sterile visibilità. A Fermo, oltre alla tragedia, è andata in onda la solita ipocrisia terzomondista davvero dura a morire. Quella ipocrisia stomachevole che di sicuro alimenta i gesti ma non è chiaro se ne assecondi anche il pensiero. Perché a dire il vero mi è capitato di ascoltare in privato degli pseudo terzomondisti e benpensanti che mai e poi mai ripeterebbero in pubblico quelle parole. A dimostrazione dell’ipocrisia che governa il pensiero unico massificato. Al funerale del migrante Emmanel Chidi c’era una folta rappresentanza istituzionale che invece è mancata alle esequie delle nove vittime del massacro di Dacca. Tutti ricordiamo Emmanel, ma in quanti ricordano i nomi dei nostri connazionali barbaramente trucidati in Bangladesh? Chi ricorda Claudia D’Antona, Claudio Cappelli, Cristian Rossi, Maria Riboli, Simona Monti, Nadia Benedetti, Vincenzo D’Allestro, Marco Tondat e Adele Puglisi? Eppure vittima dell’odio il primo, vittime dello stesso incomprensibile sentimento le altre. Hanno davvero ragione, quindi, coloro che sostengono che nel caso di Emmanel la passerella e la visibilità sono garantite, mentre nel caso dei nostri connazionali i riflettori non portano lustro?

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