Il bavaglio alla democrazia

11 giugno 2010 | Attualità , Giornalismo | di Cesario Picca | 0 Commenti

BAVAGLIO Se l’impianto resterà quello attuale, quando il ddl sulle intercettazioni diventerà legge in questo Paese non sarà più possibile esercitare la democrazia. Da una parte i magistrati non potranno più fare le indagini necessarie per scoprire i tanti furbetti del quartierino o pizzicare gli amici e i componenti delle varie cricche. Dall’altra i cittadini non potranno più essere informati su quello che realmente accade e quindi, privi delle necessarie informazioni, non potranno più esercitare i loro diritti. Perché, come si può leggere nel mio saggio “Senza Bavaglio”, bisogna prima essere informati e informarsi per poter agire. Ha ragione il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, quando parla di diritto alla riservatezza. Peccato però che con queste norme vengano riservati solamente i traffici illeciti di chi trama e fa affari nell’ombra e che proprio per questo non ama che si sappia. Non è condivisibile quindi il pensiero del ministro quando dice che «la sinistra pratica tecniche dilatorie e metodi perditempo che hanno un solo scopo: ignorare il diritto alla riservatezza e alla privacy dei cittadini. Per la sinistra l’articolo 15 della Costituzione, semplicemente, non esiste».

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