Il governo limita i ricorsi contro le multe

13 gennaio 2010 | Attualità , Politica | di Cesario Picca | 0 Commenti

image7-300x211 Tra le leggi “ad libertatem” di questo governo c’è anche quella che dall’1 gennaio 2010 impedisce di fatto ai cittadini di potersi difendere dai vari enti che nel corso degli anni hanno fatto delle multe, spesso illegali, la più importante voce di entrata dei propri bilanci. Finora il cittadino vessato poteva sperare di ottenere giustizia per una multa ricevuta ingiustamente ricorrendo al Giudice di Pace in assoluta libertà. Non che ora non lo possa più fare. Solo che dall’1 gennaio, con la nuova Finanziaria che secondo il governo non prevede nuove tasse, per fare un ricorso bisogna pagare un obolo di 38 euro. In pratica non solo un balzello odioso e di fatto una tassa occulta, ma un vero e proprio impedimento a ricorrere al giudice per vedersi riconosciuto un diritto infranto. Se infatti un cittadino deve fare ricorso per una multa di importo minimo magari ricorrendo all’ausilio di un legale e imbarcarsi così nei meandri burocratici della giustizia pagando anche 38 euro è molto probabile che lasci perdere e paghi la sanzione ricevuta seppure ingiusta. Una sorta di salvacondotto da parte di questo governo a favore di tutti quegli enti che vessano i cittadini spesso illegalmente. Oppure un modo per rimpinguare le entrate statali mascherando quella che di fatto è una nuova tassa. Ricordo che è stato proprio questo governo, che dice di non mettere tasse, ad aumentare i bolli sui conti correnti qualche anno fa. A dimostrazione che la propaganda poi più di tanto non riesce a nascondere i fatti. O forse si, considerando i sondaggi

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