Ingroia, un invito fascista ad andare via

27 febbraio 2013 | Politica | di Cesario Picca | 0 Commenti

ingroia Mi hanno sempre insegnato che chi non la pensa come me va sempre rispettato anche quando le spara così grosse da rasentare la malattia mentale. E che il confronto è un valore aggiunto della democrazia. E memore di questo prezioso insegnamento non ho gradito l’invito apparso su un giornale di sinistra al pm Antonio Ingroia a tornarsene in Guatemala. Ho trovato l’invito di cattivo gusto. Va da sé che il signor Ingroia ha diritto di stare e andare dove vuole, anche se non la pensa come colui che gli ha rivolto quell’invito. E mi fa specie che sia giunto da chi, prossimo ai 60 anni e quindi non sprovveduto, si è sempre ammantato di essere un benpensante di sinistra amante dei valori democratici. E che scrive su un giornale che si ritiene paladino della difesa di quei principi. Mi domando se questo comportamento non sia frutto di una sorta di complesso dello zerbino tollerante nei confronti di chi si ritiene amico e di intolleranza verso chi la pensa diversamente. Un comportamento che mi pare anche un po’ fascista.

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