Io difendo Cassano

13 giugno 2012 | Attualità | di Cesario Picca | 0 Commenti

cassano1 Il termine ‘froci’ usato da Antonio Cassano certamente non è politically correct. Ma tutti sappiamo che il calciatore di Bari vecchia non ha studiato a Oxford e non è un membro dell’Accademia della Crusca. Però è una persona genuina. Dice quello che pensa. Si può essere o non essere d’accordo. Ma questo vale per tutti. Ognuno esprime il proprio pensiero che gli altri possono o meno condividere. Se tralasciamo il termine e ci concentriamo sulla sostanza notiamo che in realtà Cassano non ha offeso qualcuno. Non ha detto infatti che i ‘froci’ devono essere bruciati. Ha solo detto che sono fatti loro. Se anziché ‘froci’ avesse usato un altro termine, per esempio gay, non staremmo qui a urlare allo scandalo. In realtà a mio avviso chi ha davvero sbagliato è Cecchi Paone. Le cose personali sarebbe meglio restassero tali. Continuo a pensare che raccontare in giro con chi si sta non sia il massimo della classe e della correttezza. Ma immagino che gli interessasse pubblicizzare il suo nuovo libro, come ha detto Gene Gnocchi. Cecchi Paone non ha il diritto di buttare in piazza gli affari personali degli altri. Gente che ha diritto alla propria riservatezza. Se gli altri vogliono far sapere le loro cose, se vogliono fare outing, decideranno modi e tempi che non è Cecchi Paone a dettare. Qualcuno ha detto che gente come Cassano addirittura non dovrebbe giocare in Nazionale? E perché mai? Solo per aver manifestato il proprio pensiero? Solo per aver detto come la pensa senza offendere? Oddio. Sono contro le purghe. E contro la dietrologia spicciola e di parte. E oggi è pure il giorno di Sant’Antonio…

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