La Fnsi e le regole violentate

14 gennaio 2011 | Giornalismo | di Cesario Picca | 0 Commenti

3scimmietteIl Congresso dei giornalisti a Bergamo si è spaccato sulla riforma dello
statuto e 92 delegati su 302 sono usciti per protesta al momento del voto.
Nel nuovo testo non figura il referendum sull’ipotesi di rinnovo del
contratto di lavoro, strumento fondamentale della democrazia, né si prevede
il voto elettronico. Inoltre vengono cancellate con un colpo di mano le
minoranze nelle piccole regioni.
Una pagina nera per il giornalismo italiano è stata scritta oggi a Bergamo,
dove si svolge il 26° Congresso della Fnsi, il sindacato unico dei
giornalisti.
La presidenza del Congresso non ha accolto la richiesta avanzata da numerosi
delegati di emendare la bozza di nuovo statuto predisposta dalla
maggioranza, e ha interrotto il dibattito decidendo di mettere ai voti
venerdì alla fine del Congresso, senza modifiche alcune, un testo che
imbalsama la maggioranza al potere. Prendere o lasciare.
Si intende ridurre, giustamente, il numero dei consiglieri nazionali, ma non
quello dei membri della giunta esecutiva. Il referendum era stato previsto
da una mozione approvata all’ultimo Congresso, ma sul rinnovo contrattuale
già in vigore e non sulla semplice ipotesi di accordo, come la mozione
stessa prevedeva. Ciononostante bene il 43 per cento dei giornalisti delle
redazioni aveva votato no a un accordo tutto dalla parte degli editori.
La democrazia di base fa paura e la Fnsi di Siddi e Natale, invece di
inserire il referendum nello Statuto ha fatto marcia indietro. Il Congresso
prosegue in un clima incandescente.
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