Le favole del professor (?) Monti

14 gennaio 2013 | Politica | di Cesario Picca | 0 Commenti

capuccetto rosso Se Silvio Berlusconi, secondo il premier uscente, “ricorda il Pifferaio di Hamlin che incanta i topini”, mi domando se davvero il professor (?) Mario Monti non sia il lupo che nella favola cerca di mangiare Capuccetto rosso. L’impressione è che davvero il professore (?) sia fuori dalla realtà. E non potrebbe essere altrimenti visto quello che ha il coraggio di dire: “Un anno fa non ero sicuro che un anno dopo l’Italia sarebbe stata salva dal punto di vista finanziario. Che sia successo è frutto della responsabilità con cui i cittadini hanno accettato una cura dura. Ma la situazione sarebbe più grave se l’Italia fosse saltata come la Grecia”. E con faccia di bronzo ha aggiunto: “Ma l’Italia non può continuare così: il disagio delle famiglie, delle donne, dei giovani, del Sud, è troppo grande. Per questo bisogna cambiare il rapporto tra politica e cittadini”. E lo dice proprio lui che ha dissanguato questo Paese. Che ha levato di tasca i soldi ai cittadini. Con l’aggravante di averlo fatto ai danni di chi già di denari ne aveva pochi. Senza toccare i ricchi o gli speculatori. E lo ha fatto, va detto, con la complicità di tutta la politica italiana. Compreso il compagno (?) Giorgio Napolitano. L’inquilino del Colle che nulla ha da invidiare a Saloth Sar. Pol Pot ammazzava con armi e torture. Il nostro affamando il popolo con il suo braccio destro Monti. Perché, a mio avviso, non ci vuole un professore per aumentare tasse e imporre gabelle. Una presunta mente come viene definito il Monti dovrebbe avere idee migliori. Essere più illuminato non essendo neppure pressato da beghe o velleità politiche. E non poteva mancare la chicca finale: “Voglio parlare chiaro: se prendiamo gli anni dal 2001 al 2011 abbiamo avuto 8 anni di governo Berlusconi, due di Prodi, un anno di tecnici. Si è arrivati ai tecnici perché la situazione era molto precaria perché chi aveva governato non aveva fatto le riforme necessarie per rendere l’Italia competitiva, visto che prevalevano gli interessi delle strutture e degli apparati e non quelli dei cittadini”. Mi chiedo da quale pulpito parli Monti. Proprio lui che nulla ha fatto per dare slancio al Paese se non affondarlo definitivamente col solo aumento delle tasse. Senza lo straccio di una seria riforma. Neppure abbozzata. E ha anche il coraggio di parlare di riduzione di tasse. A proposito di fiabe: come finisce la strega di Hansel e Gretel dei fratelli Grimm?

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