L’Ue boccia un obbrobrio chiamato legge 40

29 agosto 2012 | Attualità | di Cesario Picca | Un commento

fecondazione_assistita Doveva intervenire la Corte di giustizia europea per stabilire ciò che sappiamo da sempre: la legge 40 sulla fecondazione è un obbrobrio. Tante altre volte (16 per la precisione) lo ha anche detto la nostra Corte costituzionale. Eppure i nostri politici continuano a fare finta di niente. Limitare le famiglie nel loro diritto a non soffrire a mio avviso è una barbarie. Perché una famiglia deve dare alla luce un bambino che di lì a poco è destinato a morire? Magari dopo un percorso di atroce sofferenza per lui e per i suoi cari. È di questi giorni la vittoria (?) di una famiglia italiana i cui genitori sono portatori sani di una malattia genetica, la fibrosi cistica. Non volevano correre il rischio di far nascere un figlio malato e destinato alla morte. E così nell’ottobre 2010 Rosetta Costa e Walter Pavan hanno presentato un ricorso alla Corte di Strasburgo. Nel 2006, in seguito alla nascita del loro primo figlio affetto da fibrosi cistica, scoprirono di essere entrambi portatori sani della malattia. La coppia voleva avere altri figli ma si trovò a fare i conti con il 25% di probabilità che nascessero affetti da fibrosi cistica e il 50% che ne fossero portatori sani. Per questo avevano deciso di ricorrere alla procreazione assistita e alla diagnosi reimpianto. Ma la ‘civile’ legge 40 non permetteva loro di realizzare questo normale desiderio. Normale ovunque ma non in Italia, evidentemente. E ora non solo hanno vinto ma lo Stato, ossia tutti noi, dobbiamo pure pagare a questi due genitori un giusto riconoscimento di 15.000 euro per danni morali e 2.500 euro per le spese legali sostenute. Se vi pare normale. Se pare normale ai nostri politici. Se pare normale a chi realmente tira i fili a cui sono legati questi politici.

One comment on “L’Ue boccia un obbrobrio chiamato legge 40”

  1. maria

    che ti devo dire? non hai ragione, di piu

    è il nostro un paese davvero arretrato, e questa fa paura

    Maria

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*