Marò, la farsa delle dimissioni

26 marzo 2013 | Attualità | di Cesario Picca | 0 Commenti

image Se era davvero contrario a rimandare i nostri due soldati Salvatore Girone e Massimiliano Latorre in India a mio avviso avrebbe dovuto dimostrarlo il 21 marzo scorso con i fatti e non ora a parole. Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, che oggi ha annunciato le sue dimissioni (da vedere se poi lo farà per davvero) avrebbe dovuto allora porre i suoi colleghi di governo davanti a un aut aut: o i due marò in Italia o lui al loro posto in India. Avrebbe dovuto lui mettersi in gioco in prima persona sia difendendo l’ambasciatore Mancini sia i nostri due soldati. Ma è evidente che chiedere prove di coraggio a questa gente è come sperare che un eunuco diventi papà, senza procreazione eterologa e senza provette. Praticamente un miracolo. Sono lontani i tempi di Bettino Craxi (pensa chi dobbiamo rimpiangere) e di Sigonella e temo che mai più torneranno, quei tempi. Alla faccia dell’onore, della identità e della sovranità nazionale e del rispetto nei confronti dei tanti italiani onesti che non meritano di essere rappresentati da questa gente.

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