Marra-Muraro, le ragioni oscure della Raggi

16 dicembre 2016 | Politica | di Cesario Picca | 0 Commenti

marra-muraroRaffaele Marra è stato un cavallo di battaglia della sindaca di Roma, Virginia Raggi. E come lui anche la ormai ex assessora Paola Muraro. Fortemente voluti dalla prima cittadina pentastellata di Roma a dispetto di tutto e di tutti. Pronta anche a dimettersi per loro se qualcuno avesse ostacolato le loro nomine. L’avvocatessa, ora sullo scranno più alto del Campidoglio, non pare una sprovveduta pertanto c’è da immaginare che sapesse di quali persone si stesse circondato e per le quali stesse combattendo. E se lo stress post elettorale l’avesse obnubilata c’è da credere che il movimento avesse al suo interno persone capaci di scoprire i legami, gli intrecci e il passato non proprio lindi di questi due personaggi. Uno faceva affari con le palazzine e i palazzinari e da finanziere è diventato faccendiere. Non ci meraviglieremmo se scoprissimo che ha acquistato mezza Roma; l’altra campava (benissimo) con i rifiuti. Da un movimento che predica la legalità e la moralità francamente non ci si aspetterebbe una caduta rovinosa come questa. Trovo francamente difficile anche solo pensare di innovare e cambiare se al tuo interno hai due zavorre di quella portata. Trovo improbabile che quei due personaggi avessero voglia di combattere il sistema dal quale finora hanno munto. In fondo, l’onorevole Roberta Lombardi lo urla da mesi e in un post lo aveva anche pericolosamente e cassandramente messo nero su bianco definendo ‘Marra un virus che sta infettando il Movimento’. Eppure, nonostante tutto, a dispetto di tutto, sempre pronti a criticare gli altri a prescindere, sempre pronti ad urlare al lupo al lupo, i neo conquistatori della Capitale hanno fatto finta di niente e hanno fatto salire sulla loro barca due personaggi che le cronache ci dicono essere se non marce quantomeno mele avvelenate. La domanda, molto sinistra, a questo punto è: perché?

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