Il 25 marzo 1848 Il Lombardo – un foglio di ispirazione repubblicana che resta in vita appena 12 giorni, dal 25 marzo al 5 aprile 1848 – scrive: “Incontrastabile è la somma influenza che esercita sull’andamento della cosa pubblica il giornalismo condotto con saviezza di principi ed esercitato col santo scopo di giovare al proprio paese. Basta dare un’occhiata all’Inghilterra, alla Francia e agli Stati Uniti dell’America per convincersi che dove il giornalismo è forte e diffuso le nazioni avanzano rapidamente nelle vie del progresso e della civiltà, da cui soltanto possono derivare l’elevazione ed il benessere dei popoli. Il giornalismo è il sole che dirada le nebbie dell’ignoranza, che svolge e matura i grandi sistemi della civilizzazione; è la luce che scopre e addita i bisogni della società, la forza che spinge i governi a provvedervi, la spada che uccide la tirannide, il faro che guida pel vasto oceano della politica, dell’economia pubblica, della scienza, dell’arte”. Luciani afferma che “la libertà di manifestazione del pensiero e la libertà di informazione vengono collocate non solo tra i valori fondamentali nell’ordinamento, ma anche tra quelli che dell’ordinamento sono fondanti”. Ernest Heinitz scrive: “La libertà della stampa non è più soltanto diritto di libertà dell’individuo di manifestare il proprio pensiero col mezzo della stampa; ma si tratta del complesso dei diritti di una istituzione considerata dal legislatore come uno dei pilastri della democrazia”.