Olocausto, il sonno della ragione genera mostri

27 gennaio 2013 | Attualità | di Cesario Picca | 0 Commenti

shoah Circa sei milioni di uomini, donne e bambini sterminati. Umani trasformati in cavie e carne da macello. L’unica colpa essere ‘diversi’. Per lo più ebrei, ma anche dissidenti politici, omosessuali, malati di mente, gitani, praticanti religiosi. Sono i numeri dell’Olocausto. O Shoah. È tanto l’orrore che uno potrebbe essere portato a non crederci. E in effetti c’è chi nega che tutto questo sia accaduto. E che esistano prove, anche viventi, conta poco. Oggi è il giorno della memoria. Iniziativa necessaria. Non solo perché il sonno della ragione genera mostri, come spiegava Francisco Goya. Ma anche per la notevole importanza educativa. Per l’esigenza di non dimenticare ciò che è accaduto in passato per non ripetere gli stessi errori. In fondo la storia ha proprio questa valenza. E quanto sia assolutamente necessaria questa iniziativa lo dimostrano gli arresti di qualche giorno fa a Napoli. Dieci militanti di CasaPound sono finiti in manette. Tra i loro progetti lo stupro di una studentessa e l’incendio di un negozio. L’unica colpa della ragazza e del commerciante è l’essere ebrei. Sono passati 68 anni dalla fine della Seconda grande guerra eppure sembra di essere ancora all’anno zero. Lecito chiedersi perché anziché pensare positivo uno debba per forza farsi allattare dal male. Difficile trovare una risposta. Mio padre diceva sempre che quando uno non ha niente da fare pensa solo a fare danni. Quindi, mai come in questo caso per questi dieci militanti e per quelli come loro potrebbe essere salutare un viaggio in quei luoghi che i nazisti amavano indicare con un’insegna tanto reale quanto beffarda: arbeit macht frei.

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