Paese alla fame e continui sbarchi di clandestini

9 agosto 2012 | Attualità | di Cesario Picca | 0 Commenti

clandestini E anche oggi ci siamo sorbiti la quasi giornaliera razione di clandestini che sbarcano in Italia alla ricerca di qualcosa che è ormai solo nei loro sogni. Massimo rispetto per chi fugge dalla guerra. Ma non è venendo in Italia che questa gente può sperare in un futuro migliore. O forse si. Se lo fa evidentemente una ragione ci sarà. Se queste persone vengono qui piuttosto che in un altro Paese qualcosa che loro sanno e noi evidentemente no ci deve essere. Se vengono in un Paese in cui ci sono ormai più disoccupati che impiegati. In cui le aziende chiudono per andare all’estero. In cui la mente illuminata di un grande professore (?) al governo non sa che inventarsi solo tasse. Grazie all’avallo del comunista (?) sul Colle. Dove gli stipendi sono più bassi che nel resto dell’Europa. Dove i soldi in tasca alla gente non bastano neppure per mettere qualcosa in tavola. Dove i pensionati ma anche i dipendenti frugano nei cassonetti o nella migliore delle ipotesi vanno alla mensa della Caritas. Dove i servizi sociali non aiutano più gli italiani in difficoltà che perdono lavoro, casa, famiglia, dignità e finiscono in mezzo a una strada. Nell’indifferenza generale. Eppure i 160 siriani sbarcati oggi a Cosenza hanno superato altri Paesi prima di approdare in Italia. E perché non si sono fermati lì? Perché sono arrivati in Italia? Perché forse negli altri Paesi sbarrano loro la strada? Perché forse gli altri li cacciano magari con le armi? Forse perché gli altri sono più furbi e intelligenti di noi? Aiutare d’accordo. Ma a mio avviso non ci possiamo fare carico noi di tutte le pene del mondo. Visto che non riusciamo più a curare le nostre. Che siano tutti i Paesi a farsi carico di queste tragedie. Che sia l’Europa intera. E non solo l’Italia dove la fame e la disperazione stanno diventando una pericolosa costante. Preponderante. Qualcuno dei nostri illuminati (?) governanti si è forse posto il problema? L’uomo della Bocconi e i suoi sodali sanno di cosa stiamo parlando?

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