Rai, cacciate Vespa non Riina

8 aprile 2016 | Attualità , Giornalismo | di Cesario Picca | 0 Commenti

giornalismo lecchinoPiù che il figlio di Totò Riina dalla tv di Stato dovrebbero allontanare Bruno Vespa. Non è possibile che con i soldi del canone si paghi lo stipendio a questo individuo che con il giornalismo non ha niente a che vedere. Tra l’altro ha pure una certa età e pertanto stando lì continua a rubare risorse ai tanti giovani colleghi (bravi) che certamente fanno molto meglio di lui e che spesso lavorano per pochi spiccioli. Ancora una volta costui e chi comanda la Rai hanno perso l’occasione per dare dimostrazione di cosa significhi servizio pubblico. Ritengo che avere l’opportunità di intervistare il figlio del boss dei boss sia un buon colpo, ma solo se conosci e sai fare il lavoro del giornalista. Se hai questa occasione hai tante cose da chiedergli se non per tentare di capirne di più quantomeno per farlo sentire quello che è realmente. Cosa che, come dimostrano i fatti, non si può chiedere a Vespa che non sa cosa siano i rudimenti del mestiere e la deontologia. Del resto l’ha sempre detto lui stesso che il suo editore era la Dc, ossia la politica. Pertanto come puoi sperare che faccia il cane da guardia? Al massimo puoi sperare che sia uno chiwawa da salotto. In Italia, però, funziona così: se sei uno zerbino lavori altrimenti stai a casa. Anche se sei il migliore nel tuo ruolo. E Vespa ne è l’esempio vivente. Cambiano i governi, cambiano i personaggi politici ma la storia si ripete tristemente e continuano ad essere preferiti i bravi odalischi che allietano il potere.

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