Referendum, Grillo, No e vecchia politica

21 agosto 2016 | Politica | di Cesario Picca | 0 Commenti

movimento-cinque-stelle.jpgIn un servizio giornalistico sul Movimento 5 stelle ho udito Grillo che urlava forte il suo No. E debbo dire che è in ottima compagnia. In tanti si stanno ammassando e spingono per salire sul carro del No in vista del Referendum costituzionale per l’eliminazione del bicameralismo perfetto che tanti danni ha causato al nostro Paese. Per dire No ad una riforma, seppure imperfetta, che qualche beneficio lo apporterà (se 350 senatori non ci sono non vengono pagati, non fanno affari e non impongono veti). Alla prima riforma che vediamo dopo oltre 40 anni di chiacchiere inutili e di immobilismo. Grillo e il suo movimento sono di fatto compari dei tanti che finora hanno scambiato il Paese per una mucca e l’hanno solo smunta. Dei tanti che ci hanno riempito di chiacchiere per 40 anni, che ci hanno ripetuto come un disco rotto che il Paese ha bisogno di riforme e non le hanno mai fatte. Dei tanti che finora hanno dimostrato la loro bravura nel dire sempre No senza mai presentare uno straccio di idea fattibile, senza mai aver fatto niente, che nel loro curriculum non hanno un progetto che sia uno di cui essere orgogliosi. D’accordo che Renzi e il suo governo sono invisi, ma avevo capito, e probabilmente mi sbaglio, che il Movimento sarebbe sempre stato pronto a votare per le cose positive anche quando fossero state presentate da ipotetici ‘nemici’. La scusa è che il Movimento farà le riforme quando andrà al governo da solo. Ma siccome temo che ciò difficilmente potrà accadere mi sa che ci siamo impantanati un’altra volta nel vuoto assoluto delle chiacchiere. Un film, triste e patetico, già visto tante volte.

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