Renzi e il coraggio per le cose che contano

2 maggio 2015 | Attualità , Politica | di Cesario Picca | 0 Commenti

renzi Entrando nell’Open Air Theatre di Milano dove si è svolta la cerimonia di apertura di Expo, Matteo Renzi avrebbe detto: «Ah, i gufi li avete messi lì» guardando Romano Prodi e Rosy Bindi seduti tra ministri e ospiti importanti. E lo avrebbe detto, dicono, con l’intenzione di farsi sentire. In effetti, un plauso al coraggio di Renzi non dovrebbe mancare. In fondo Romano Prodi e Rosy Bindi a questo Paese non hanno fornito alcun contributo. Anzi, il primo lo ricorderemo come colui che ci ha gettati nel fondo senza fondo dell’euro facendoci finire nelle fauci della Germania che con l’euro sta di fatto portando a compimento l’opera di conquista tentata dai nazisti. Della seconda sfido qualcuno a ricordarsi qualcosa di concreto a parte il lauto stipendio che percepisce. Dovrebbe però mostrare lo stesso coraggio anche nei confronti di altri presunti mostri sacri dall’armadio pieno di scheletri. Così come sarebbe opportuno che lo mostrasse nel fare per davvero le cose, ma quelle realmente necessarie per la gente e il Paese senza guardare in faccia i soliti amici degli amici. Magari gettando le basi per una ripresa mettendo le aziende in condizione di produrre e distribuire ricchezza. Potrebbe mostrarlo affrontando a muso duro i leader degli altri Paesi senza comportarsi da zerbino. Perché così potrà ridare onore alla gente sana, onesta e laboriosa di questo Paese che viene ingiustamente additata all’estero per colpa di quattro politicanti cretini e incapaci che nulla hanno a che vedere con la realtà delle cose. Ma se spreca tempo e risorse per una inutile legge elettorale l’impressione è che vada nella stessa sbagliata direzione di chi lo ha preceduto.

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