Salento, i ricchi e le ‘pampane’ di Briatore

20 settembre 2016 | Attualità | di Cesario Picca | 0 Commenti

briatore“Conosco gente così ricca che è disposta anche a spendere 20.000 euro in un giorno purché gli si garantisca lusso e divertimento”. Dalle mie parti si dice che un tizio così “mina pampane”, nel senso che le spara così grosse che non si capisce quale sia il labile confine tra la verità e le cazzate. Il personaggio in questione è Flavio Briatore che l’altro giorno nel Salento ha sparso pillole di presunta (sua) saggezza economica sciorinando la propria ricetta di sviluppo. A suo modo di vedere la Puglia se vuole ricchezza dovrebbe costruire strutture extralusso sul mare che verrebbe tolto alla gente a esclusivo uso dei mega ricchi del pianeta che in tal modo potrebbero giungere con i loro mega yacht attraccandoli proprio sotto casa. Gente che a suo dire sarebbe disponibile a spendere 20.000 euro al giorno per bere champagne, per dormire in strutture avveniristiche, per divertirsi, senza perdere tempo in musei o in cultura ma solo per mettere in mostra la propria ricchezza. Briatore questa ricetta l’aveva portata in Sardegna e dopo che l’isola è stata devastata dal cemento, pare che non funzioni più. E già questo potrebbe essere un campanello d’allarme, un elemento utile per mettere in forse le ‘pampane’ del signor Briatore che ha dato la colpa del fallimento ai sardi accusandoli di voler fare solo i pastori. Che esistano questi ricchi sbruffoni e poco acculturati, magari un po’ coatti, ex poveri passati all’improvviso e senza spiegazione dall’altra parte della barricata non c’è dubbio. È notorio che la ricchezza si stia sempre più concentrando nelle mani di pochi a scapito dei molti. Ma un ricco, per quanti soldi possa avere, una volta che avrà mangiato non potrà farlo più di quanto lo possano fare dieci persone. Una volta che avrà comprato due o tre Ferrari non potrà comprarne altre. Una volta che avrà acquistato tre case non potrà acquistarne altre. Pertanto buona parte dei suoi soldi non sarà in circolazione. Se invece quella ricchezza fosse distribuita tra più persone ci sarebbero più possibilità che venga spesa con un vantaggio per l’intera economia. Supponiamo che un imprenditore voglia credere a Briatore e costruisca davvero un mega ritrovo extralusso. Quanto ci metterà per ammortizzarlo? Perché questi mega ricchi non avranno solo la sua struttura per spendere i propri soldi. In giro per il mondo c’è tanta concorrenza a fronte di una domanda relativamente piccola. E siccome per i multimilionari di Briatore non contano i luoghi, né la storia, né le bellezze naturalistiche per una terra meravigliosa come il Salento ci sarebbero poche possibilità di poterli attirare perché non sono quelle ricchezze che interessano loro. In Sardegna il turismo d’élite sognato da Briatore non funziona più e non è a causa degli ovini come sostiene lui. Dunque, perché fare lo stesso errore già commesso in Sardegna che ora si ritrova zone devastate dal cemento ed è tornata a investire sul turismo di massa? Poiché i soldi saranno sempre meno nelle mani della moltitudine sarà opportuno continuare a investire su quest’ultima piuttosto che sui pochi sodali del signore di Verzuolo.

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