Sequestrano i pescherecci, ma non le Ong

14 maggio 2017 | Attualità | di Cesario Picca | 0 Commenti

Questi pescatori siciliani sono davvero stupidi! Si ostinano ancora a pescare il pesce con tutte le pericolose conseguenze che ne conseguono e non hanno ancora capito che devono diventare pescatori di uomini che così non corrono alcun rischio e svolgono un’attività non solo lautamente remunerata, ma anche insignita di un elevato valore morale, civico, sociale e internazionale che potrebbe anche trasformarsi in trampolino di lancio verso una importante carriera politica. Infatti, mentre le navi delle Ong raggiungono senza alcun problema le coste libiche per dare una mano ai trafficanti di esseri umani a incrementare i loro affari, i pescherecci vengono bloccati e sequestrati anche quando sono in acque internazionali. È quanto è successo al motopesca “Ghibli Primo”, iscritto al Compartimento marittimo di Mazara del Vallo, che è stato fermato questa mattina in acque internazionali nel tratto di mare antistante la Libia. L’imbarcazione era a circa 25 miglia nord nord-est dalla zona di Bomba, nell’area di Tobruk, in acque internazionali, quando è stata affiancata da un natante con a bordo miliziani libici armati che hanno intimato al comandante e agli altri sei membri dell’equipaggio (tre italiani e tre tunisini) di seguirli. Il peschereccio mazarese aveva mollato gli ormeggi mercoledì scorso dal porto di Licata (Agrigento) per delle battute di pesca che sarebbero durate un mese, ma è stato bloccato perché, evidentemente, non fornisce alcun contributo nell’importante operazione di incremento dell’attività e degli affari dei trafficanti i cui proventi contribuiscono non poco a fare la fortuna anche di molti altri che nascondono il proprio amore per la pecunia dietro infingimenti pseudo filantropici.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*