Sinistra, accozzaglie perdenti

9 luglio 2011 | Politica | di Cesario Picca | 0 Commenti

prodi-1 A circa due anni e mezzo dalla caduta del governo Prodi si consuma la rottura tra il Professore e quelli che lui considera i responsabili della fine di una stagione di estenuanti compromessi, sempre alla ricerca della mossa giusta da fare in una specie di Risiko in cui era in gioco la credibilità del Paese. La Sinistra Arcobaleno e i Verdi fanno muro contro le dichiarazioni di Prodi riportate in un articolo della Stampa, in cui Fabio Martini ricostruisce la cena di addio a Palazzo Chigi tra il Professore e i suoi fedelissimi. «Un articolo che deriva da fonti non controllate e io non lo commento» ha detto in serata lo stesso Prodi. Alla domanda se smentisce le dichiarazioni riportate dal quotidiano ha replicato: «Non esiste, non c’è nulla».

ATTACCO ALLA SINISTRA – Questa volta non si parla del futuro ma del passato, quello che finora è stato minimizzato, reso accettabile e non traumatico grazie all’aplomb del Professore. Ma adesso basta. Chi ha fatto cadere il governo? I giornali sempre pronti ad attaccare, i poteri forti, Mastella, la Chiesa? Clemente «ha tradito, non c’è dubbio. E il modo in cui l’ha fatto dimostra mancanza di senso dello Stato» spiega Prodi, ma la colpa vera è di chi «ha minato continuamente l’azione del governo, di chi ha fatto certe dichiarazioni istituzionalmente opinabili». Non una parola su Bertinotti, ma un elogio a Veltroni, che «ha fatto la scelta giusta: correre da soli». Eccola, la dolorosa verità. Parole appuntite come spade, che non passano lisce – questa volta no – sulla schiena di chi è chiamato direttamente o indirettamente in causa.

BERTINOTTI: «NON HA CAPITO» – Lo stesso Bertinotti risponde da una videochat sul sito della Stampa: «Per Prodi è più grave dimostrare di non aver capito la ragione della crisi del suo governo, più ancora che averla subita». Il candidato premier della Sinistra Arcobaleno sottolinea: «Il governo è caduto perché gli sono venute a mancare la basi del consenso di massa e questo perché era caduto nella trappola della politica dei due tempi: prima il risanamento, poi la giustizia sociale, che non viene mai. Prodi ha subito il condizionamento di quelle forze moderate che poi lo hanno fatto cadere».

«INACCETTABILE» – La Sinistra giudica inaccettabili le parole del Professore e rifiuta la responsabilità di aver fatto cadere il governo. Di «colossale balla» parla Fabio Mussi. E Pino Sgobio del Pdci: «È francamente inaccettabile e ingeneroso l’attacco di Prodi alla Sinistra Arcobaleno. La verità inoppugnabile è che il governo Prodi non ha tenuto fede a tutte le promesse fatte agli elettori. La Sinistra Arcobaleno ha sempre chiesto l’applicazione integrale del programma di governo, in particolare per quanto riguarda l’aumento di salari e pensioni». Giovanni Russo Spena: «Le accuse di Prodi a Bertinotti sono completamente prive di fondamento. Affermare che il governo è caduto per colpa della Sinistra Arcobaleno mentre le responsabilità del Pd sono evidenti, così come l’inciucio tra la destra della coalizione e Berlusconi, significa pensare che gli elettori sono stupidi o non hanno memoria».

«PAROLE INGRATE» – «Sono sgradevoli e fuorvianti le dichiarazioni del presidente del consiglio Romano Prodi che alludono a una responsabilità della sinistra nelle difficoltà incontrate dal governo – dice Franco Giordano, segretario di Rifondazione comunista -. Prodi sa perfettamente che i problemi sono stati creati sempre e soltanto dalle aree moderate della coalizione, in particolare, dal Pd. Ricordiamo che i punti di sofferenza del governo sono stati sulle pensioni, sulla redistribuzione sociale, sui diritti civili. Non è un caso se si tratta proprio di quei punti sui quali oggi si è aperta una sfida tra la Sinistra Arcobaleno e il Pd sulla vera alternativa alla destra di Berlusconi e Fini». I Verdi: «Le parole di Prodi sono da ingrato e una vera e propria menzogna: noi l’abbiamo sempre sostenuto nei momenti più difficili quando una parte consistente del Pd non lo gradiva» afferma il capogruppo alla Camera Angelo Bonelli, che parla di «una una pugnalata al popolo della sinistra che aveva creduto in lui come garante dell’applicazione del programma dell’Unione».

«MANDATO A CASA DA VELTRONI» – Loredana De Petris, capolista della Sinistra l’Arcobaleno nel Lazio per il Senato: «La prova che Prodi sia stato mandato a casa dal suo stesso partito è data dal fatto che Veltroni ha cominciato la sua campagna elettorale già un mese prima della caduta dell’esecutivo. La sua campagna elettorale era già pronta da tempo, con pullman annessi e spazi elettorali prenotati con grande anticipo». «Evidentemente Prodi non ha ancora capito per colpa di chi è caduto. Ha assecondato per due anni i capricci di Mastella e Dini, finito poi a destra. Le forze politiche della sinistra lo hanno sostenuto lealmente anche nei momenti in cui suoi ministri del Pd compivano scelte impopolari» rincara Titti di Salvo, capogruppo di Sd alla Camera.

 

Solo una constatazione: se la sinistra si presenta alle elezioni con un’accozzaglia di sigle e siglette come l’altra volta magari le vince, ma nel giro di poco il governo cadrà nuovamente. Certi personaggi li conosciamo già. Meglio che restino a casa come è successo alle ultime elezioni. Non hanno idea di cosa significhi azione di governo. Sembrano proprio dei personaggi tafazziani. E francamente di farsi fracassare le pal… la gente ne ha già pieni i cogl….

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