Solidarietà, la Curia sfratta donna incinta

19 giugno 2011 | Attualità | di Cesario Picca | 0 Commenti

sfrattati Tra pochi giorni avrebbe potuto stringere il figlio tra le braccia. Invece Donya, 23 an­ni, di origine egiziana, ha per­so il bimbo all’ottavo mese di gravidanza per distacco della placenta. Non è il primo abor­to per la poveretta, che da due settimane viveva in un’auto con il marito, dopo essere sta­ta sfrattata da un albergo di Grosseto di proprietà della Cu­ria, perché scaduta la conven­zione firmata con i servizi so­ciali del Comune.

La coppia abitava nella mac­china dal 31 maggio, giorno in cui era scaduta la convenzio­ne tra i servizi sociali e un alber­go di proprietà della Curia che ospitava sei famiglie in emer­genza abitativa. «In queste due settimane ho chiesto aiu­to al sindaco, alla Società della Salute, alla Curia – racconta il marito Fa­thy – Due giorni prima dello sfratto avevo trovato lavoro co­me pizzaiolo, bastava aspetta­r­e e avrei avuto i soldi per paga­re una casa in affitto. Invece ho anche dovuto lasciare il lavoro per star dietro a mia moglie».

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