Una montagna di soldi per mantenere l’Ue

9 novembre 2016 | Attualità , Politica | di Cesario Picca | 0 Commenti

bandiera ue strappataSecondo il presidente del consiglio, Matteo Renzi, l’Italia spenderebbe 20 miliardi di euro l’anno per mantenere questo carrozzone farneticante burocratico-fallimentare denominato Ue. Soldi spesi per dare (anche) uno stipendio al beone Juncker che capeggia la Commissione; al boscaiolo Schulz e ai tanti altri impresentabili e incapaci messi a svernare in quelle lussuose sale pagate da noi cittadini. Nel vecchio conio sarebbero all’incirca 40.000 miliardi, il valore di una vecchia e poderosa manovra finanziaria, di quelle che venivano definite ‘lacrime e sangue’. Sempre, fonte Renzi, in cambio riceveremmo appena 12 miliardi. Di fatto la spesa per stare in questo club inutile ammonterebbe a circa 16.000 miliardi di vecchie lire. Una montagna di denaro gettata al vento e solo per supportare il noioso giochino della maestrina e dell’alunno birichino. Laddove, però, il birichino i compiti li fa e va anche oltre in maniera diligente e la maestrina e i suoi prediletti e protetti stanno a guardare e vivono di rendita, spesso a spese proprio dell’alunno bravo. Basti ricordare che l’Italia, nel bene e nel male, salva migliaia di migranti ogni anno e spende per questo immane sforzo umanitario la bellezza di 1.000 miliardi al mese senza ricevere alcun aiuto da parte dei presunti partner europei che non solo fingono di non vedere ma innalzano pure dei muri. E quando il nostro presidente del consiglio (l’unico ad alzare la voce a fronte dei tanti lacchè che lo hanno preceduto) lo fa presente ai saurocrati di Bruxelles viene anche bacchettato al limite dell’insulto. Basti pensare che il beone sopra qualche giorno addietro ha farfugliato numeri improbabili per cercare di nascondere il fallimento della sua Commissione nazi-diretta e il suo portavoce è dovuto immediatamente intervenire per provare a parare il colpo con l’unico risultato di ritrovarsi una pezza peggiore dello strappo che voleva coprire.

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